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Vaccini: fake news e verità

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Nel corso del 2018, portando a scuola i propri figli molti genitori hanno avuto problemi nel far accedere i propri bambini, se non li vaccinati.  Come si è arrivati a questa imposizione?

Occorre evidenziare che negli ultimi anni sono calate le coperture vaccinali, cioè è aumentata la percentuale di persone che non vaccinano i propri figli.  Calando le coperture vaccinali, riappaiono le epidemie a causa della circolazione dei germi. SI tratta di un problema statistico. Raggiungendo nella popolazione un tasso di soglia di copertura, tramite la vaccinazione, il virus non potrà circolare. Tale soglia è fissata al 95% della popolazione, soglia entro la quale non solo si proteggono coloro che si sono vaccinati ma anche quelli che, per qualsiasi motivo, non possono vaccinarsi.

Questo aspetto nelle scuole è particolarmente importante, proprio per tutelare soggetti  immunodepressi e più fragili

I vaccini esistenti oggi sono di diversi tipi, e la ricerca scientifica ha prodotto vaccini di grande efficacia, con standard di sicurezza molto elevati.

Il principio è quello di allenare il nostro sistema immunitario a difendersi  e combattere l’invasore esterno.

Perché vincolare l’accesso a bambini non vaccinati? Tale misura si rende necessaria proprio a tutela dei bambini che, se immunodepressi, non possono sottoporsi al vaccino.

Vaccinarsi non è solo una protezione per se stessi ma è un impegno sociale anche per garantire una vita più tranquilla alla comunità.

Per quale motivo si associa l’Autismo ai vaccini?

Si tratta della cosiddetta  “Fake news” che viene da lontano. Anni fa, un medico inglese, radiato poi dall’Ordine dei Medici  scrisse un articolo associando il morbillo ad alcune sindromi,tra cui l’autismo.

Si scoprì poi un conflitto di interessi legato a cause legali per risarcimenti danni. L’articolo in questione, ritenuto privo di fondamento scientifico, è stato poi ritirato dalla letteratura medica.

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