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PERCHE’ PRESTARE ATTENZIONE A “QUANDO” SI MANGIA?

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Secondo i dati dell’Oms, l’infarto è il principale killer. Assieme alle cattive abitudini e al rischio di malattie cardiache, di conseguenza, aumentano le possibili prevenzioni. Sono decisamente molte quelle da adottare e si riassumono tutte nella frase: “stile di vita sano”. Una buona alimentazione, attività fisica, diminuire di peso se è necessario, non fumare e non fare abuso di alcol e droghe sicuramente sono quelle che sentiamo dire più spesso. L’alimentazione ovviamente è il primo consiglio dato, anche se non si parla molto di “quando” mangiare.

Una ricerca pubblicata sull’European Journal of Preventive Cardiology, la rivista della European Society of Cardiology (Esc), ci rivela come mangiare nel giusto orario ci aiuti a prevenire un infarto. Spiegando meglio: le persone che saltano la colazione e cenano tardi sono più soggette a rischio rispetto a chi mangia nell’orario giusto, senza saltare nessun pasto. Non c’è nulla da sottovalutare, i ricercatori hanno dichiarato che si ha una probabilità 4-5 volte maggiore di morte e di un secondo attacco cardiaco o angina (dolore al petto) entro i 30 giorni dalla dimissione ospedaliera per infarto.

Marcos Minicucci, della Sao Paolo State University (Brasile), guida gli autori della ricerca. L’esperto spiega che si tratta della prima indagine che valuta questi comportamenti non salutari nei pazienti con sindromi croniche acute: il 41% degli esaminati salta la colazione e cena molto tardi. Il 58% non ha fame al mattino e non mangia; il 51%, invece, cena tardi o addirittura in piena notte. Il principale segmento che ha queste abitudini è il lavoratore che, lavorando fino a tardi, adegua il suo orario di cena al rientro a casa. Cenando troppo tardi, il mattino dopo non ha fame e salta la colazione.

Minicucci spiega di aver arruolato 113 pazienti con una forma particolarmente grave di infarto, chiamato infarto miocardico con sopralivellamento del tratto ST (Stemi). “Un paziente su 10 con Stemi muore entro un anno” –  ci rivela il brasiliano – “La nutrizione è un modo relativamente economico e facile per migliorare la prognosi”. Viene raccomandato, dunque, un intervallo minimo di 2 ore tra la cena e l’ora di andare a letto. Per quanto riguarda la colazione si consiglia di non saltarla mai, è il pasto più importante della giornata. Si propone sia a base di lattiero-caseari (latte magro, yogurt e formaggio), un carboidrato (cereali o pane integrale) e frutta.

“La nostra ricerca mostra che queste due abitudini alimentari sono collegate in modo indipendente con esiti peggiori dopo un attacco di cuore” rileva l’esperto. Due correzioni da fare per aiutarci ogni giorno. Uno stile di vita sano prevede anche maggiore accortezza nel “quando mangiare”, tutti passi che portano a prevenire quel killer tanto temuto, l’infarto.

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