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I lati oscuri della Fibromialgia

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Ricorre oggi la giornata mondiale sulla fibromialgia.
Una malattia cronica che è particolarmente diffusa tra le donne, che non colpisce ad un’età preferenziale ma che sembra manifestarsi nel gentil sesso soprattutto tra i 40 ed i 60 anni.


Una patologia subdola, dalle cause ignote, legata verosimilmente a fattori biochimici, genetici, neurochimici, ambientali, ormonali, psicologici ma che genera dolori muscolari diffusi, affaticamento, rigidità, insonnia ed alterazioni dell’umore. I dolori sono più acuti nella fase notturna e ostacolano il regolare riposo.
Le sue ripercussioni sono evidenti nell’attività lavorativa e sul piano socio affettivo dell’individuo affetto.


L’alimentazione è condizionata, frutta e verdure fresche sono gli alimenti consigliati in quanto ricchi di vitamine e Sali minerali. Zuccheri raffinati e carne rossa sono da limitare rigorosamente.
La cura specifica non è ancora nota. Gli antidepressivi sono quei farmaci che meglio funzionano sui neurotrasmettitori del cervello coinvolti nei meccanismi di regolazione dell’umore e che agiscono, per lo stesso principio, anche su quelli del dolore. Esiste infatti una correlazione tra fibromialgia e alcune forme di ansia e depressione.
Trattamenti non farmacologici comprendono l’attività fisica aerobica, anche in acqua, l’agopuntura.


Trattamenti farmacologici vengono adottati solo quando le strategie non farmacologiche non portano risultati.
La fibromialgia è ancora, purtroppo, una patologia work in progress che non rientra tra le malattie invalidanti riconosciute dall’Inps: chi ne soffre, in concreto, non può usufruire tra le altre cose dell’esenzione dalla spesa sanitaria ma su cui si sta disquisendo tantissimo ed il ed il cui inserimento nei Lea sembra non esser più mera utopia .

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