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IPERIDROSI: CAUSE E RIMEDI

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Che cos’è l’iperidrosi?

Comunemente conosciuta come eccesso di sudorazione, specie nelle mani, l’iperidrosi è un fenomeno abbastanza raro ma che può essere molto limitante per chi ne soffre.
I rapporti sociali infatti ne risentono molto, dare la mano a qualcuno diventa un vero e proprio motivo di stress e ansia, diventano un problema non indifferente.

Convivere con questo problema espone il soggetto a forti situazioni di imbarazzo (indumenti con grosse macchie di sudore alle ascelle; imbarazzo a stringere la mano) tanto che alcuni soggetti arrivano ad evitare qualunque contatto sociale.

Il disagio si ripercuote in particolar modo nelle donne ed in età giovanile nella sfera affettiva e caratteriale. Normalmente, infatti, inizia in età adolescenziale. Uno dei fattori scatenanti può essere l’ansia ma spesso si instaura un circolo vizioso: la sudorazione crea ansia e a sua volta l’ansia crea sudorazione.

Oltre ai problemi sociali, l’iperidrosi può causare anche problemi di natura professionale. Diventa infatti molto difficile poter lavorare in settori che richiedono la manipolazione di carta o tessuti o svolgere un tipo di lavoro che richiede un contatto frequente con altre persone e dunque strette di mano ricorrenti.

Tutti questi problemi incidono notevolmente sull’equilibrio psicosomatico dell’individuo.

A cosa è dovuta l’eccessiva sudorazione

La sudorazione è un fenomeno fisiologico del nostro corpo che permette di mantenere la temperatura corporea stabile a 37%. Nelle situazioni di caldo eccessivo la sudorazione, evaporando, consuma calore e in questo modo permette di proteggere il corpo.

Tutto questo meccanismo è regolato dal sistema nervoso simpatico. Quest’ultimo è responsabile dell’ attivazione delle ghiandole sudoripare della superficie corporea e della microcircolazione periferica.

I cosiddetti gangli da cui partono le fibre nervose periferiche sono localizzati lungo i lati della colonna vertebrale e sono collegati l’uno all’altro per formare il tronco del sistema nervoso simpatico.

L’iperidrosi si verifica quando la regolamentazione di questo meccanismo è alterata e dunque si presenta una sudorazione eccessiva in alcune parti del corpo. In particolare, la causa principale della sudorazione eccessiva al viso, alle ascelle, alle mani ed ai piedi è un ipertono del nervo simpatico. Questo ipertono determina una vasocostrizione periferica e un’attivazione eccessiva delle ghiandole sudoripare.

Iperidrosi palmare

Le mani sono la parte del corpo nella quale troviamo la più alta concentrazione di ghiandole sudoripare (circa due terzi). Per questo motivo, il fenomeno più comune di iperidrosi è proprio quello alle mani, detto anche iperidrosi palmare.

Insieme alla sudorazione, chi ne soffre, manifesta anche un raffreddamento notevole alle mani e la presenza di un colorito bluastro soprattutto in acqua fredda (fenomeno di Raynaud).

Il fenomeno dell’iperidrosi, però, si manifesta anche in altre regioni del corpo come: viso, ascelle, tronco e piedi. Circa 1% della popolazione è affetta.

La forma più comune del problema è l’iperidrosi primaria. Si tratta di una forma idiopatica, dunque non se ne conoscono le cause. Mentre, si parla di iperidrosi secondaria quando è determinata da un altro processo patologico come: ipertiroidismo, terapia ormonale o disfunzione ormonale, obesità.

Quali sono i rimedi per contrastare l’iperidrosi?

Non esistono medicine in grado di curare l’iperidrosi, ma negli ultimi anni sono molte le tecniche chirurgiche sperimentate che possono intervenire nella scomparsa di questo problema così invalidante.

Simpaticectomia toracica endoscopica (Endoscopic Thoracic Sympathectomy o ETS): rappresenta ad oggi il trattamento per la cura definitiva dell’iperidrosi palmare. Si tratta di una tecnica mininvasiva che permette di accedere ai gangli toracici responsabili dell’innervazione delle ghiandole sudoripare delle mani, delle ascelle e del viso.

Grazie a questa tecnica è possibile effettuare la compressione o interruzione del nervo simpatico a livello del ganglio responsabile della innervazione del distretto interessato.
La tecnica endoscopica porta ad una risoluzione definitiva del problema in quasi il 100% dei pazienti e lascia soltanto due o tre piccole cicatrici, meno di 2 cm, a livello dell’ascella.

 

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