![]() |
Il saluto del Ministro Sacconi al Sanit 2009
Siamo giunti alla sesta edizione del Forum Internazionale della Salute, che rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dedicati al mondo della sanità e aperto sia agli operatori sia ai cittadini
Esiste, infatti, la necessità di rendere partecipi tutti rispetto a quelli che sono i grandi temi della sanità.
Stare bene è un diritto di ogni persona, ma il cittadino non ha soltanto un ruolo passivo di fruitore di prestazioni e servizi: occorre fare ogni sforzo per favorirne la partecipazione alle scelte di sistema.
La partecipazione va intesa in senso ampio, sia come diretta adesione al percorso terapeutico e assistenziale che lo riguarda (come è naturale che sia), sia come pressione di forme associative rispetto a tematiche di interesse generale.
Il concetto di empowerment si lega direttamente a quello di prevenzione e promozione della salute, non più obiettivo da raggiungere ma “bene essenziale per lo sviluppo sociale, economico e personale che vede nelle persone stesse la maggiore risorsa.
Che la prevenzione sanitaria costituisca un importante determinante dello sviluppo sociale ed economico del nostro Paese non è semplice oggetto di enunciato, ma costituisce evidenza epidemiologica per il passato, imperativo programmatico per il presente e per il futuro.
Il Libro Bianco sul futuro del modello sociale “La Vita buona nella Società attiva”, risulta a tal proposito assai esplicito.
Se promuovere la salute consente di ridurre la povertà, l’emarginazione e il disagio sociale (incrementando la produttività del lavoro, i tassi di occupazione e la crescita complessiva della economia), è altrettanto vero che un aumento della qualità della occupazione e delle occasioni di lavoro per un arco di vita più lungo si traduce in maggiore salute, prosperità e benessere per tutti.
Il primo valore che ci deve guidare in questa sfida è la centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali: la famiglia, il lavoro, la comunità e il territorio, quali ambiti di relazioni solidali.
La necessità di porre le decisioni il più possibile vicino al luogo in cui nasce il bisogno significa sostanzialmente riconoscere il ruolo rivestito dalla comunità locale complessivamente intesa (istituzioni e società civile) e dal suo modello di sviluppo.
Sono infatti questi due elementi che condizionano fortemente la cultura e il modo di vivere degli individui e, d’altra parte, è proprio a livello locale che si possono realizzare le maggiori sinergie tra cultura e stili di vita, strutture presenti e prestazioni necessarie, interventi sociali e di cura, volontariato e pubblici erogatori.
Le previsioni demografiche più attendibili mostrano, inoltre, un progressivo invecchiamento della popolazione, accompagnato da una bassa natalità e dalla tendenza alla nuclearizzazione delle famiglie.
Tali fenomeni incidono sui bisogni sanitari perché il quadro epidemiologico conseguente vede il prevalere di alcune tipologie di patologie quali quelle cronico-degenerative, cardiovascolari, tumorali (oltre alle malattie legate direttamente all’invecchiamento e al disagio socio-economico) che se non adeguatamente prese in carico possono esitare in stati più o meno gravi di disabilità.
In questo contesto, appare evidente dunque il valore crescente del ruolo della prevenzione che è chiamata ad intervenire all’interno dei processi assistenziali al fine di garantire la continuità ospedale-territorio e la integrazione degli interventi socio-sanitari.Maurizio Sacconi