Quanto sono rischiosi gli effetti collaterali dei “superfarmaci” contro l’epatite C?

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Uno studio dell’Institute for Safe Medication Practices, organizzazione no profit che studia la sicurezza sui farmaci, pubblicato sul suo sito e segnalato dal New York Times, ha affermato che i superfarmaci contro l’epatite C possono avere gravi effetti collaterali, compresa l’insufficienza epatica.

I dati non sono conclusivi ma secondo gli esperti non andrebbero ignorati.

L’indagine ha preso in esame 9 farmaci antivirali, gli effetti collaterali e i dati raccolti dalla Food and Drug Administration (Fda), l’agenzia Usa che regola i farmaci. Circa 250mila persone hanno assunto tali farmaci nel 2015, con una spesa che si aggira tra i 55mila e 125mila dollari a paziente. Tra quelli trattati durante l’anno fino allo scorso giugno, 524 hanno sofferto di insufficienza epatica, e di questi 165 sono morti.

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Inoltre 1.058 hanno avuto gravi lesioni al fegato e su 761 i farmaci non hanno funzionato. I problemi sono stati rilevati dai medici che avevano dei dubbi sui medicinali, ma non c’è una prova di causa-effetto. Lo scorso ottobre l’Fda aveva identificato i primi importanti problemi di sicurezza causati dai 9 antivirali per l’epatite C.

In 24 pazienti, i farmaci hanno eliminato l’epatite C, ma riattivato l’infezione da epatite B..

Due di questi sono morti e uno ha avuto bisogno di un trapianto di fegato. Dati che hanno spinto a inserire sulla confezione del farmaco un avvertimento per invitare i medici a monitorare l’epatite B in tutti i pazienti in cura per l’epatite C. E’ inoltre importante verificare la funzionalità del fegato prima dell’assunzione dei nuovi farmaci.

Fonte: Ansa

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