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MioDottore.it: pazienti sovrainformati e diffidenti

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L’85% dei pazienti si affida al web per cercare informazioni sulla sanità, ma oltre la metà di questi non si fida dei risultati che trova online per prendere decisioni sul proprio benessere.

La perplessità principale sta nel fatto che le informazioni non siano verificate da esperti e che la quantità di informazioni disponibili è troppo elevata e spesso difficile da capire.

MioDottore.it, piattaforma dedicata alla sanità privata e specializzata nella prenotazione online di visite mediche, ha interpellato i medici affiliati e gli utenti italiani per capire come la rete venga utilizzata per affrontare il tema salute.

E’ emerso che tendenzialmente si cerca un secondo parere che confermi o smentisca una prima diagnosi ricevuta, oppure un modo per evitare un confronto diretto con i medici.

Oltre la metà apprezza l’immediatezza della risposta, mentre più di un quinto gradisce la possibilità di confrontarsi con altre persone condividendo la propria esperienza, evitando anche l’imbarazzo del confronto diretto.

L’iperinformazione dei pazienti divide gli specialisti: il 71% li considera sovrainformati, il 53% ritiene che siano più diffidenti e predisposti a mettere in dubbio la consulenza del medico, mentre solo il 18% dei medici vede positivamente questa evoluzione.

Lo studio sottolinea anche che la tecnologia è al centro delle modalità con cui gli italiani gestiscono la propria salute: quasi la metà ricerca lo specialista per una visita attraverso Internet o piattaforme dedicate alla sanità, e quasi la stessa percentuale nel momento di prenotare usa l’online booking, la mail o Whatsapp e Facebook Messenger.

I medici digitalizzati operano in egual misura da Nord a Sud, specialmente nelle grandi città, e sorpresa, non sono gli specialisti più giovani a integrare maggiormente l’innovazione nell’esercizio quotidiano della professione, ma quelli di età compresa tra i 36 e 45 anni e tra i 56 e 65.

Tra le categorie primeggiano i dentisti , seguiti dagli psicoterapeuti e dai nutrizionisti.
Fonte: Ansa

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